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Indagini e metodi

Marzo 27, 2008

di Lia S.

Richard Hall ha elaborato alcune fondamentali regole direttive per consentire gli studi ufologici di assurgere a disciplina scientifica:

1.      Adeguati finanziamenti per personale scientifico per le infrastrutture dello Staff amministrativo.

2.      Raccolta sistematica di informazioni storiche di attualità presso una o più sedi adibite a tale scopo.

3.      Squadre di pronto intervento munite di equipaggiamento strumentale che conducano tempestive indagini sul campo.

4.      Ricostruzione o costituzione di nuovi network di indagine, simili a quelli utilizzati con successo nel passato.

5.      Catalogazione, documentazione e analisi delle prove inerenti UFO:

a.      Effetti E- M.

b.      Radar

c.       conseguenze fisico- biologiche

d.      tracce di atterraggio

e.      reazioni da parte degli animali

f.        prove fotografiche

g.      modelli computerizzati e analisi di correlazione

6.      pubblicazione  di dati, analisi e scoperte.

7.      Scrutinio delle ipotesi secondo cui alcuni UFO rappresentano un fenomeno potenzialmente importante ancora inspiegabile e globalmente diffuso che, stando all’apparenza e alle prove strumentali, sembra essere costituito da oggetti solidi e strutturati.

Ho chiesto agli studiosi nostrani di spiegare quali sono i metodi di indagine che prediligono quando si trovano di fronte a fenomeni inspiegabili, dove anche la scienza si ferma. È necessario trovare un equilibrio tra razionalità e apertura ad ipotesi che difficilmente trovano riscontro nella realtà.Inizio con l’intervista ad Angelo d’Errico ex coordinatore del CUN e adesso libero ricercatore, e l’intervista a Maurizio Baiata giornalista investigativo. Ho posto le stesse domande anche ad altri  ricercatori e le loro interviste seguiranno nei prossimi giorni:

 Angelo d’Errico

Da quanto ti interessi di ufologia e come hai iniziato?

Da quando vidi da piccolo il cartone animato Goldrake… avevo 7
anni, nel 1978… da allora c’ho sempre creduto… Proprio in quell’anno
poi, a Torino, dove sono nato, sono stato testimone di uno splendido
avvistamento UFO in compagnia di mio Padre. Meglio di così!

Cos´è l´ufologia secondo te,la tua definizione.

E’ una non-scienza che si occupa di studiare il fenomeno degli
oggetti volanti non identificati e i fenomeni connessi.

Cos´ è indispensabile sapere per chi si occupa di svolgere indagini in
questo campo?

 Occorre sapere la storia dell’ufologia classica, i personaggi che,
anche loro malgrado, hanno contribuito, seppur in maniera
contraddittoria, a scrivere le pagine di storia dell’ufologia, gli
eventi… E’ fondamentale avere una mente razionalmente aperta al
fenomeno, altrimenti se fosse scienza, non saremo qui a parlarne.

Cosa porti sempre con te?

 La macchina fotografica, la videocamera, una bussola, un binocolo, un
trepiede , il magnetometro e… la mia testa.

Cosa consigli a chi intende iniziare ad informarsi in queste materie?

Di fare attenzione alle associazioni ufologiche, specialmente quelle
a sfondo religioso che basano il proprio credo su aspetti legati
all’ufologia, ma soprattutto… a ragionare SEMPRE con la propria testa.

Quando un testimone è attendibile?

Innanzitutto un testimone deve sempre godere del beneficio del
dubbio. E’ fondamentale conoscerlo personalmente, parlargli, fargli
domande circa la testimonianza che decide di portare… conoscere i suoi
amici, se possibile i parenti, il contesto ambientale in cui vive, farsi
quindi un’idea del testimone. Se poi all’evento a cui ha assistito,
erano presenti altre persone e quest’ultime raccontano di aver avuto lo
stesso vissuto del testimone principale… magari farsi disegnare ciò
che hanno visto, prendendo ciascuno dei testimoni separatamente e
verificare alla fine, le analogie tra i disegni… allora il testimone è
da considerarsi maggiormente attendibile.

Mentre invece per stabilire l´autenticità di foto e video inerenti
agli avvistamenti di UFO quanto è utile la tecnologia, soprattutto per
supportare gli addetti ai lavori nello smascherare i falsi.

 E’ importante, ma non fondamentale… occorre sempre verificare
l’attendibilità del testimone, come sopra detto.

Quante volte ti è capitato di incontrare persone chiaramente disturbate
che inventano storie su UFO e alieni?

 Nessuna.

Sono attendibili nei testimoni i ricordi recuperati per mezzo dell’ipnosi?

 Unica certezza nei loro racconti sotto ipnosi regressiva, è
l’analogia dei racconti dei diversi testimoni. Prima di arrivare
all’ipnosi, occore una certa preparazione e questo include la conoscenza
del testimone nel suo ambiente.

Hai mai riscontrato casi con la presenza di impianti anomali?

Personalmente, solo 1. Ma occorrono verifiche ulteriori e tali
verifiche coincidono con la rimozione degli impianti. Non essendo un
medico, non posso forzare il presunto “impiantato”, al sottoporsi ad un
intervento chirurgico, magari alla testa, per cercare di raggiungere
l’ipotetico ed egoistico obiettivo di avere una prova tangibile della
realtà di un “impianto”.
 

Un caso che segui che ti ha particolarmente colpito?

Ce ne sono diversi: Nespolo, Terni, B.go Sabotino, Roccatederighi e
Canneto di Caronia.

Maurizio Baiata

Da quanto ti interessi di ufologia e come hai iniziato?

Come interesse personale, sin da piccolo, avevo circa 12 anni,
rivolgendo gli occhi al cielo e ponendomi le domande che tutti da
sempre ci poniamo. Verso i 18 anni iniziai a vedere e percepire gli
UFO e gli Alieni come una realtà, per la quale l’interrogativo della
loro esistenza era ormai superato. La musica mi ha molto aiutato ad
allargare la mia coscienza. Non mi sono fatto mancare lunghe notti,
vane ma bellissime, di skywatch. Negli USA, negli anni Ottanta, ho
iniziato a collegare la questione UFO al metodo di indagine
investigativo. Dal mio ritorno in Italia nell’86 sino ad oggi ne ho
fatto la mia specializzazione in campo professionale.

Cos’è l’ufologia secondo te,la tua definizione.

Libera ricerca e libera divulgazione di materie, tematiche e notizie
che, per loro stessa definizione, sfuggono al controllo del potere.
Per questo vanno represse.

Cos’ è indispensabile sapere per chi si occupa di svolgere indagini
in questo campo?

Che alla base deve esserci rispetto per gli altri e per se stessi.

Cosa porti sempre con te?

In un’indagine testimoniale, da sempre ho con me un audioregistratore,
a volte la videocamera. Per le indagini strumentali sul campo, ovvio
che, essendo io privo di specializzazioni tecniche, ho sempre avuto il
supporto di persone ben più preparate di me.

Cosa consigli a chi intende iniziare ad informarsi in queste materie?

Di pensare con la propria testa e di non fidarsi di chi, paventando
una propria superiorità o autorità in questo campo, ti dice cosa fare.
Attenzione, poi: l’ufologia è un mondo in cui solitamente ci si infila
perché si è dotati di una spiccata sensibilità e forte personalità.
Fattori e valori, questi, che fanno molto gola a chi ha bisogno di
esercitare il proprio potere sugli altri. Attenzione al “mind control”
e a certe tecniche di persuasione, assai simili a forme di ipnosi
leggera.

Quando un testimone è attendibile?

In linea di massima, sempre. Parto dalla fiducia assoluta nei
confronti del testimone e, mano a mano, nel corso dell’indagine e
approfondendone la conoscenza, cerco di capire se fra noi si è
stabilita una forma di reciproca fiducia. A quel punto l’inquirente
può e deve diventare più esplicito, non è giusto che die due giocatori
sia solo uno a tirare fuori le proprie carte.
E non per questo il testimone deve credere che l’inquirente sia lì a
fare da confessore, ma piuttosto è lì per fornire un aiuto cognitivo e
di discernimento, in quanto più esperto.

Mentre invece per stabilire l’autenticità di foto e video inerenti
agli avvistamenti di UFO quanto è utile la tecnologia, soprattutto
per supportare gli addetti ai lavori nello smascherare i falsi.

La risposta è insita nella domanda stessa: vanno usati tutti gli
strumenti idonei all’analisi tecnica delle immagini. Lo abbiamo fatto
per anni e vedo con piacere che esiste una nuova generazione di
giovani ricercatori indipendenti che se ne occupano. Peraltro, non
bisogna partire dal pregiudizio, di fronte ad un video, di voler
smascherare il falso, ma di accertarne la genuinità. Direi che la
storia del Santilli Footage in questo è esemplare, anche se non si
tratta di un avvistamento.

Quante volte ti è capitato di incontrare persone chiaramente
disturbate che inventano storie su UFO e alieni?

Poche, direi meno di una decina, in tutto. Ovvero, su almeno un
centinaio di persone che, apparentemente per nulla disturbate, mi
hanno riferito di loro esperienze.

Sono attendibili nei testimoni i ricordi recuperati per mezzo dell’ipnosi?

Lo dico il più chiaramente possibile: io ho avuto un’esperienza di
contatto. Di questo sono certo. Avrei voluto saperne di più e se mi
fosse sottoposto ad ipnosi credo che avrei aggiunto qualcosa alla mia
esperienza e non me la sarei “inventata”, avrei aggiunto elementi
reali che la mia coscienza a livello superficiale non ha registrato, o
ha rimosso. Nelle arti marziali, nel Karate, si acquisisce una
maggiore “visione periferica” della realtà che ci circonda. Penso che
l’ipnosi consenta di ottenere un allargamento della nostra visione
periferica interiore.

Hai mai riscontrato casi con la presenza di impianti anomali? 

Certo, come chiunque si occupi di abductions. Il più delle volte il
soggetto è piuttosto mal disposto nei confronti di queste presenze
anomale, è difficile approfondire, personalmente non ho mai potuto
approfondire.

Un caso che segui che ti ha particolarmente colpito?

Il caso di una ragazza sarda, che conosco molto bene. Ciò che lei ha
“subito” nel corso degli anni è agghiacciante, ma doveva andare così.
Non posso dire di più. Con Valerio Lonzi ho un’amicizia di lunga data.

(Continua…)

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